Quando le delusioni ti cambiano l’anima

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Durante la nostra vita le delusioni non si contano. Talvolta siamo noi a sbagliare, e siamo quindi causa principale delle nostre stesse amarezze, altre volte le disillusioni arrivano dall’esterno, dai comportamenti di chi ci stava vicino, e sembrava condividere con piacere gran parte della nostra esistenza, ma che a un certo momento si scopre essere stato una vera e propria “serpe in seno“.

Tradimentoingratitudinefalsitàgelosiainvidiaodio nascosto e furto dei meriti altrui, sono i nuovi 7 peccati capitali che caratterizzano ormai buona parte della società contemporanea. A chi non è mai capitato di ritrovarsi in mezzo a queste piaghe sociali?

Chi ne risulta colpito, inizialmente reagisce con discrezione ma, con l’avanzare dell’età anagrafica, finisce col non voler avere più a che fare con coloro che hanno generato questo accumulo di delusioni. La pazienza e l’indulgenza col passare degli anni si trasformano inevitabilmente in sdegno e disprezzo, specialmente quando non si vedono spiragli di ravvedimento da parte di quegli individui che pervicacemente, ma soprattutto immotivatamente, hanno continuato a “camminare” sull’odioso sentiero del rancore antagonistico.

D’altra parte questi scriteriati sentimenti e questi detestabili comportamenti si manifestano abitualmente nei confronti della gente che ti sta vicino, è raro che qualcuno invidi la ricchezza, la bellezza, la notorietà o il potere di certi vip lontani anni luce dalla nostra sfera sociale; l’attenzione e i peggiori pensieri vanno esclusivamente in direzione degli “amici“, dei parenti, dei colleghi di lavoro, di coloro che ti vivono accanto insomma; sono loro che si mal sopportano se stanno, magari con merito, anche solo un minuscolo gradino al di sopra di te.

Così, con l’avanzare dell’età, chi è stato vittima di tanta avversione finisce col non sopportare più certe “vicinanze”, e cancella dalla propria vita coloro che gli hanno fatto del male. È un passo importante e da quel momento in poi risulta impossibile tornare indietro. Purtroppo è una forzatura, perché la nostra anima, contro la nostra stessa volontà, finisce col trasformarsi dall’interno. Chi per gran parte della propria vita è stato sempre socievole, estroverso, affabile, aperto al prossimo e privo di qualsivoglia malignità di pensiero, diventa scostante e magari perfino intrattabile, ma è una cosa inevitabile e costituisce la giusta condanna per questa gente tanto perversa. 

Su Facebook è apparso un post, riproposto qui di seguito, che sintetizza bene quanto è stato esposto in precedenza.

 
 

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