Lo sport del terzo millennio non è più sport, piuttosto un’infernale macchina che fabbrica soldi.
Tutto è lecito, basta non ostacolare gli indegni organizzatori dei business connessi alle nuove “arene” dove si scontrano i nuovi “gladiatori” da mandare al “massacro” per “fare spettacolo” e incassare profitti a qualsiasi costo.
Siamo tornati indietro ai tempi dell’impero romano e dei suoi “squallidi” spettacoli che si svolgevano senza alcun rispetto per coloro che venivano “costretti” a lottare DI CONTINUO e a non poter mai riposare.
Non c’è alcun riguardo per chi scende sul terreno di “battaglia” … i “nuovi gladiatori” sono certamente strapagati ma DEVONO ESSERE SFRUTTATI AL MASSIMO E BEN OLTRE LE LORO STESSE POSSIBILITÀ FISICHE.
Avete notato che alla fine di ogni stagione sportiva ci sono giocatori, atleti, tennisti (vedi casi Sinner, Alcaraz, Berrettini, Diallo, Mensik, Djokovic, Arnaldi ecc.) e calciatori in condizioni fisiche disastrose, stressati e spompati in modo allarmante; tuttavia il business è business, the show must go on, lo spettacolo (attenzione: non lo sport) deve andare avanti a ogni costo, alla faccia della salute dei protagonisti e a beneficio di certi “MAGNACCIA” che stanno dietro le organizzazioni sportive e del pubblico “assetato di sangue” dell’arena. E quando un giocatore si ritira perché non ce la fa più, allora ha perso e giù con le critiche dei coglionazzi della stampa e di quelli dei social. In realtà NON HA PERSO IL GIOCATORE SFINITO, HA PERSO LO SPORT.
Proprio oggi iniziano i mondiali di calcio in tre paesi dell’America del Nord, certo perché così SI FA PIÙ SPETTACOLO, SI FANNO PIÙ SOLDI. Il signor Infantino a tal proposito dichiara, in un suo delirio mediatico di “esaltazione trumpiana” che: “questi mondiali saranno i migliori di sempre” … chissà da dove deriva questa sua illazione, forse dal fatto che si sono qualificate squadre come il Curaçao, l’Uzbekistan, l’Iran, il Capo Verde, Haiti? Oppure perché con molte più partite i diritti televisivi e i biglietti d’ingresso agli stadi sono aumentati notevolmente? O perché si giocheranno soprattutto negli USA e ci potrebbero essere così più occasioni per “idolatrare” il mancato Premio Nobel per la Pace? (ma qui, visti gli eventi, il condizionale è d’obbligo). Forse Infantino ha “la palla di vetro” e così può prevedere il futuro, ma sinceramente i dubbi sulla “grandiosità” dell’evento sono tantissimi e per tantissimi motivi … e poi ricordiamoci che le palle di vetro sono delicate e si possono rompere facilmente.