— 10 Gennaio 2026Commenti disabilitati su Il sadismo dell’audience televisivo27
In un post su FacebookBeppe Grillo ha scritto:
“Ho visto la prima pagina di Paris Match, incorniciata di nero, su cui campeggiano queste parole: «Crans-Montana, i destini spezzati della notte di San Silvestro». Quattro volti di giovani, giovanissimi, morti in un bar svizzero durante il veglione. Quattro vite fissate per sempre, offerte allo sguardo di tutti. Eccoci allora simili a quei curiosi che si arrangiano per osservare le vittime di un incidente stradale.
Certo, quella copertina si riveste degli abiti della pietà e della compassione. E la compassione, da Jean-Jacques Rousseau in poi, è considerata il cuore stesso dell’umanità, il fondamento dell’umanesimo. Ma, in fondo, di che cosa stiamo parlando qui? È davvero compassione gettare in pasto al pubblico i volti dei morti, identificabili, riconoscibili, quando hanno una famiglia, degli amici, un’intimità che non ci appartiene? I loro cari desiderano davvero vedere il proprio dolore esposto all’intera umanità, trasformato in oggetto di consumo mediatico?
Non potremmo, semplicemente, lasciare che i morti riposino — e con loro, coloro che restano? Perché questa copertina, sotto il velo della sollecitudine, mette in atto tutt’altro meccanismo. Un meccanismo antico, analizzato da Sigmund Freud, che il tedesco chiama Schadenfreude: quella gioia maligna che nasce dalla sventura altrui, quella consolazione oscura che sussurra: c’è di peggio di noi.
Siamo all’inizio dell’anno, fa freddo, i tempi sono duri, e a volte la fine del mese comincia già all’inizio del mese. E all’improvviso, quei volti ci ricordano che la nostra situazione, per quanto penosa, potrebbe essere infinitamente più tragica: potremmo essere la famiglia di uno di quei giovani, potremmo aver lasciato un figlio, una sorella, un amico in quella discoteca. La sventura degli altri diventa allora un balsamo avvelenato per le nostre stesse angosce.
Nulla è più volgare di questo meccanismo. Nulla è più indecente di questa strumentalizzazione della morte in nome di una falsa empatia. Quella copertina aggiunge dramma al dramma: c’è il dramma originario, terribile, quello della notte del 31; e poi ce n’è un altro, più silenzioso ma altrettanto violento: negare ai morti e ai loro cari il diritto al riposo.“
Se ci pensate bene l’osservazione di Grillo appare più che sensata.
La morte (tragedie, incidenti, femminicidi, omicidi, stragi ecc. ecc.) sui media ormai assurge a protagonista assoluta, e purtroppo fa audience perché gran parte degli utenti, televisivi soprattutto, finisce col restare quasi “ipnotizzata” dai dettagli sciorinati con perversa crudeltà dal peggiore giornalismo che la storia ricordi. Perché gli indici di ascolto e lo share devono contare più di ogni altra cosa nei tg, e quindi, soprattutto nell’orrendo tg1 della rai, diventato ormai un demoralizzante bollettino di guerra con il tristissimo elenco dei MORTI DEL GIORNO, dobbiamo assistere passivamente (a meno che non abbiamo il “coraggio” di cambiare canale) alle “performance” drammaturgiche di Stefania Battistini o di Elena De Vincenzo (ma sono solo due esempi dei tanti protagonisti di questi servizi d’informazione immorale) che, pur non aggiungendo nulla alle tragedie che descrivono con superflua e deplorevole teatralità, cercano di attrarre l’attenzione del pubblico enfatizzando al massimo le notizie e segnalandone i più cruenti e osceni dettagli, senza curarsi minimamente della privacy delle vittime e dei poveri parenti distrutti dal dolore.
Non c’è alcun rispetto né per chi è morto né per chi è rimasto vivo a macerarsi per la sofferenza. Anzi, si cerca l’intervista a tutti i costi e si manda in onda perfino il rabbioso rifiuto di concederla, fra inquadrature “artistiche” e primi piani divistici dei/delle reporter impegnati/e a snocciolare dettagli raccapriccianti per il sadismo di un certo “pubblico” che, nonostante la propria turpitudine, purtroppo fa numeri e audience.
Chiamatemi pure vecchio retrogrado, ma vorrei dare un consiglio a chi si fida ciecamente della tecnologia digitale e riversa tutti i propri dati sui famosi “CLOUD“: Il cloud non è una nuvola che sta in cielo, come pensa ignorantemente molta gente, si tratta invece di server che stazionano dentro capannoni terrestri; in pratica sono computer che archiviano tutto quello che…
Se cercate su Google il significato di “MISANDRIA” troverete questa descrizione: “La MISANDRIA è un atteggiamento di avversione, ostilità pregiudizio o odio nei confronti del genere maschile“. La parola, e l’effetto sociale che ne consegue, sono però poco conosciuti, almeno alla grande massa popolare, che invece conosce bene l’esatto opposto, cioé la “MISOGINIA” che è l’equivalente di misandria vista specularmente…
Sono in molti a voler stare in un “coro” senza capire però cosa stanno cantando. Guardate il video dove Mr. Bean canta con grande enfasi solo il ritornello di un brano religioso senza capire le parole che lo precedono e che danno il vero motivo del ripetuto intercalare della luturgia acclamatoria (Alleluia). Mr. Bean si unisce al…
L’intelligenza artificiale dovrebbe essere solo uno strumento, un importante ausilio all’attività umana ma, come accade ormai per tutto ciò che viene sfornato dalla tecnologia del terzo millennio, è diventata una sorta di fattucchiera che fa apparire dal nulla, con la sua bacchetta magica, prodotti informatici, letterari e artistici che i PARASSITI, che la utilizzano senza remore o scrupolo alcuno,…
I politici contemporanei sono la più grottesca manifestazione pubblica di sfrontatezza e baggianità dell’intera storia umana. E questo vale per TUTTI coloro che esercitano un potere nel mondo, di qualunque ideologia si possa parlare, dunque sia di destra che di sinistra, sia nei più alti livelli istituzionali che in quelli più bassi e magari perfino irrisori ai fini decisionali. Ma…
I media al servizio del mainstream continuano pervicacemente a diffondere TERRORISMO PSICOLOGICO per generare paura e confusione nella gente che si affida ciecamente alle fake del potere. Il famoso detto “tanto tuonò che piovve” non è mai stato tanto attuale: a forza di segnalare notizie di sconfinamenti territoriali, presenza di droni armati, pseudo-attentati, strutture colpite…
Durante la nostra vita le delusioni non si contano. Talvolta siamo noi a sbagliare, e siamo quindi causa principale delle nostre stesse amarezze, altre volte le disillusioni arrivano dall’esterno, dai comportamenti di chi ci stava vicino, e sembrava condividere con piacere gran parte della nostra esistenza, ma che a un certo momento si scopre essere stato una vera…
Dio è morto. Sulle strade della Palestina, con le bombe e i genocidi, nel crepuscolo dell’umanità Dio è morto Dentro i cuori dei pupazzi del potere, nel pensiero di chi muore per volere dei maligni, nelle false verità di chi canzona il mondo Dio è morto Nel denaro stampato a sangue, nella volontà di dar…
STORIE AD ANELLI CONCENTRICI _______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ Undici storie di ordinaria follia, undici anelli di esperienze surreali, di improbabile e distopica cronaca quotidiana, di sarcastica analisi sociale, talvolta di fantasticherie metropolitane. Ma tutti questi cerchi girano intorno a un punto fondamentale che in pratica finisce per generarli autonomamente, quasi fosse il centro…
La politica è diventata una sorta di “flauto magico‘, quando qualcuno lo suona, intere masse di TOPI gli camminano dietro senza più connettere, senza riuscire più a discernere la realtà dalla bieca menzogna. Quello che conta per quei topi, è la fedeltà al suonatore, qualsiasi “musica” egli stia suonando. Il cervello diventa un opzional da non…
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