Il coro degli scordati

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Sono in molti a voler stare in un “coro” senza capire però cosa stanno cantando.

Guardate il video dove Mr. Bean canta con grande enfasi solo il ritornello di un brano religioso senza capire le parole che lo precedono e che danno il vero motivo del ripetuto intercalare della luturgia acclamatoria (Alleluia). Mr. Bean si unisce al coro, ma non comprende pienamente cosa sta cantando, gli basta fare parte del “gruppo”.

È il caso dei tantissimi fanatici che vanno dietro la musica di un “flauto magico” solo perché schierati con un gruppo, con una comunità, con una “confraternita“; proprio come accade soprattutto in politica. Spesso si tratta di “invasati” che non pensano troppo a ciò che impongono le regole del loro sodalizio, o alle “amenità” generate da coloro che stando sul palco arringano il popolo e il loro coro per motivare quel canto tanto “appassionato”. Cantano e basta, per loro il “verbo” è sacro, è inviolabile e incontestabile. Il pensiero personale viene annichilito dalla scriteriata volontà di seguire il canto comune senza neanche provare a contraddire quel coro con idee proprie che potrebbero magari preferire un’altra musica.

Coloro che ancora utilizzano al meglio il proprio cervello si chiedono così come si possa andare dietro a personaggi come trump, netanyahu, zelensky, putin, von der leyen, kallas, merz, ecc. ecc. ecc. Eppure il consenso dei cori che “cantano” gli “alleluia” a questa gente è piuttosto alto (almeno per ora) e in Italia non siamo di certo messi meglio, anche se preferisco non fare nomi per non essere accusato di essere anch’io un membro di qualche coro stonato.

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