Il terrorismo mediatico

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Da anni in questo blog segnalo la gravità della tattica “terroristica”, adottata dai media da una ventina d’anni, che induce paura e ansia nei telespettatori al solo scopo di schiavizzare l’attenzione della gente ai fini del miglioramento dell’audience.

telegiornali (il tg1 in testa) sono strutturati per diffondere per il 90% del tempo solo notizie di guerre, di morti ammazzati, di tragedie, di crimini di indicibile efferatezza, lasciando poi un 5% alle scriteriate dichiarazioni dei portavoce di partito (anch’esse ansiogene e spregevolmente aggressive) e per il resto alla pubblicità occulta delle case discografiche, mascherata da servizi giornalistici sui concerti e le pubblicazioni di nuovi dischi, e alle notizie sportive di chiusura che finiscono per apparire come un toccasana per l’opinione pubblica e le coscienze popolari, proprio perché finalmente sembrano concedere, al termine dei tg, una traccia di “serenità” ai poveri disgraziati di fronte agli schermi televisivi.

Le notizie sono certamente quelle, per carità, ma i delitti, le guerre, i crimini contro l’umanità ci sono sempre stati in passato, e forse ancora di più di oggi, perché evidenziarli in questo modo così ossessivo? (basta andare a guardare un qualunque tg della fine del secolo scorso per coglierne la differenza). La risposta sembra evidente: per schiavizzare l’attenzione dei teleutenti sui più terribili fatti di cronaca al fine di conquistare “punti” negli indici di ascolto.

Secondo i perversi cervelli di coloro che gestiscono OGGI l’informazione mediatica, più drammatici risultano i servizi “giornalistici” (che vengono accuratamente esasperati), più aumenta lo share e l’interesse del pubblico per quella rete che “spara al vento” le sue angosciose notizie. In realtà si tratta solo di uno stupidissimo convincimento partorito dalle “menti” dei direttori di rete o dei loro delegati; infatti il caos, l’angoscia, la paura e la tensione psicologica allontanano di fatto i telespettatori di tutte le fasce d’età (soprattutto gli anziani) dalla visione di questi orrori, e in più generano in loro, proprio per l’innato istinto di conservazione, una forma di assuefazione che rischia di rendere “normali” gli orribili eventi che accompagnano il nostro “quotidiano”.

Dobbiamo tutti abituarci invece a comprendere e stigmatizzare la FALSITÀ DEI MEDIA, sia per vivere meglio, sia per non farci strumentalizzare dalle “bestie” dell’informazione che vorrebbero divorarci l’anima per i loro ottusi e perfidi scopi.

Sull’argomento vi propongo un video di Matteo Gracis postato su Youtube.

 

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