Alla faccia del dazio

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Sorge spontanea la domanda:
ma siamo proprio sicuri che puntare per la crescita dell’economia solo sulle ESPORTAZIONI sia cosa buona e giusta? O potrebbe risultare più “intelligente” recuperare i mercati interni disastrati dalla globalizzazione e dall’invasione coatta di merci straniere magari anche di scadentissima qualità?
 
 
Sarà pure un “accordo” … ma sembra alquanto STONATO.
 
Risolvere il problema dei dazi con il libero scambio garantito da nuovi accordi internazionali non fa altro che perpetrare al meglio la scelta (forse un po’ scriteriata) di curare maggiormente le esportazioni massicce invece di tutelare la crescita e la produzione destinata al mercato interno.
 
Se esportiamo i nostri prodotti e finiamo per dover acquistare le stesse cose dai paesi esteri, non cadiamo nell’errore fatale di favorire le economie straniere? E dove sta allora il concetto di competitività, tanto caro soprattutto a Draghi, se poi con questi accordi tanto acclamati stendiamo il tappeto rosso all’invasione nel nostro Paese delle merci estere? In pratica, invece di far crescere i consumi di casa nostra con i prodotti di casa nostra, competiamo con gli altri Paesi a chi “invade” di più al fine di distruggere meglio le economie degli altri. Più che “competizione” sembra una guerra ancor più ridicola delle altre, e le vittime sono le aziende sia di chi è costretto a esportare, sia di chi è vincolato a dover accettare l’aggressione commerciale straniera

 

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